E&S

Green solutions

 

Internet delle cose

 

IoT, è l’acronimo inglese di Internet of things, un neologismo riferito all'estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Definisce la rete in cui qualunque apparecchiature o dispositivo elettronico equipaggiato con un software (non per forza di cosa un PC o Smartphone) gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi in internet: possono essere sensori per il fitness, automobili, radio, impianti di climatizzazione, elettrodomestici, lampadine, telecamere, pezzi d’arredamento, container per il trasporto delle merci, ecc....

 

Che cosa è possibile collegare alla Rete?

È possibile collegare praticamente ogni cosa. Animali (per esempio attraverso segnalatori che ne consentono la localizzazione), piante (attraverso sensori che ne controllano l’illuminazione o il fabbisogno di acqua) e addirittura persone (che utilizzano pacemaker o altri dispositivi per il controllo da remoto dei parametri biologici). Per essere connesso un oggetto, una “thing”, deve rispettare due caratteristiche: avere un indirizzo IP che ne consente l’identificazione univoca sulla Rete e la capacità di scambiare dati attraverso la stessa con o senza l’intervento umano.

I principali campi applicativi ed ambiti operativi interessati dallo sviluppo della IoT sono:

Critiche e controversie

La maggior parte degli esperti ritengono che l'IoT rappresenti un passo avanti verso una vita migliore. Altri, studiosi e sociologi, rimangono dubbiosi circa gli sviluppi di questa rivoluzione. Le maggiori critiche fatte riguardano due aspetti: la sicurezza e la privacy. La tecnologia IoT che ci espone in modo esponenziale sotto questo aspetto è la tecnologia proprietaria: cioè quella che appartiene alle aziende che oltre a venderci il prodotto ci invitano a interagire con questi attraverso le loro piattaforme web. Con il Ns, permesso possono prendere letteralmente possesso della Ns. vita! Inoltre, queste piattaforme web contenenti informazioni, sulla vita di decine, centinaia di migliaia di famiglie, alcune ne contengono milioni, sono soggette ad essere predate da malintenzionati con lo scopo di vendere queste enormi banche dati ad altre aziende produttrice o ad altre organizzazioni. (Nel 2015 circa 5 miliardi di dispositivi che non sono né computer né smartphone erano collegati in rete si stima che per il 2020 saranno circa 25 miliardi

Privacy, autonomia e controllo

La tecnologia ha già ora una forte influenza sulle nostre decisioni, che a loro volta condizionano le Ns. azioni, la Ns. privacy ed autonomia. Perciò dobbiamo considerare la tecnologia semplicemente come un oggetto invece di guardarla come un agente attivo. I metodi di vendita dei dispositivi IoT sono fuorvianti. Viene diffusa l'idea che la funzione principale dell'IoT sia di guadagnare efficienza collegando alla rete ogni tipo di congegni elettronici. In realtà sono un'estensione delle attività dell'uomo, delle sue scelte e decisioni. Le applicazioni sono profondamente differenti quando ci sono sensori e dati che influenzano la presa di decisioni.

C’è molta preoccupazione sull'impatto dell'IoT sulla privacy dei consumatori, perché nell'ambito commerciale dicono, “Oh, Big Data - raccogliamo tutto, e teniamolo in giro per un sacco di tempo; pagheremo qualcuno per pensare alla sicurezza più tardi”. E c’è sempre la possibilità che gli stessi gestori della Ns. privacy di nascosto vendano ad altri (forse anche in forma anonima) le Ns. abitudine e decisioni perché questi ci studino sopra per poi renderci oggetto di marketing.

L'editoriale WIRED si è espresso con preoccupazione dichiarando "Ciò che stiamo per perdere è la nostra privacy. Anzi, è anche peggio. Non soltanto non avremo più privacy, ma dovremo star buoni a guardare mentre il concetto stesso di privacy verrà sconvolto sotto il nostro naso.

L'Unione Americana per le Libertà Civili (ACLU) ha rivelato apprensione circa la possibilità che l'IoT possa mettere a repentaglio il controllo di ognuno sulla propria vita. L'ACLU ha scritto che "Non esiste un modo semplice per prevedere come saranno utilizzati questi strumenti così potenti che si accumulano in maniera sproporzionata nelle mani di corporazioni che cercano vantaggi finanziari o di governi che aspirano ad un controllo ancora maggiore. C'è la possibilità che i Big Data e l'Internet delle Cose ci rendano più difficile controllare le nostre vite, e mentre noi diventiamo sempre più trasparenti per grandi corporazioni e istituzioni governative, esse diventino sempre più torbide.

La libertà individuale ad utilizzare le proprie proprietà potrebbe essere limitata o addirittura annullato in tempo reale se qualcuno prendesse il controllo della rete IoT. Un regime militare che prende il potere potrebbe immediatamente bloccare tutti i veicoli connessi alla rete, disattivare i televisori e altri dispositivi collegati alla rete.

Sicurezza

Sono state sollevate preoccupazioni sul fatto che si stia sviluppando l'Internet delle Cose molto rapidamente, senza la considerazione appropriata per le questioni di sicurezza coinvolte e i cambi regolamentari che potrebbero essere necessari. Secondo il BI (Business Insider) Intelligence Survey condotto nell'ultimo quadrimestre del 2014, il 39% degli intervistati sostiene che la sicurezza sia il problema più pressante nell'adozione dell'Internet delle Cose. In particolare, con la diffusione sempre più estesa dell'IoT, è probabile che gli attacchi cibernetici diventino una minaccia reale, invece che solo potenziale. Molte applicazioni connesse a Internet possono già "spiare le persone in casa loro". È stato dimostrato che dispositivi computerizzati inseriti nelle automobili come freni, motore, serrature, sistemi di apertura del cofano o rilascio del carrello, segnalatori acustici, riscaldamento, e cruscotto sono vulnerabili da parte di soggetti che hanno accesso alla rete di bordo. In certi casi, i sistemi computerizzati di un veicolo sono connessi a Internet, e ciò rende possibile l'introduzione con un collegamento remoto.

Sicurezza e Privacy nell'indipendenza della tecnologia proprietaria

Se vogliamo impedire o almeno limitare seriamente la dispersione dei Ns. dati non dobbiamo interagire attraverso le piattaforme web messe a disposizione dai produttori di dispositivi IoT.

Piuttosto:

  • Abbiamo bisogno di una centralina dotata di S. O. (PLC) installata nella Ns. casa / attività, verso la quale l'App del Ns. smartphone o tablet può inviare comandi e da cui può ricevere informazioni.
  • Abbiamo bisogno di una centrale di comando che sia capace di liberarci da tutte le piattaforme web proprietarie diverse che normalmente ci servirebbero per interagire con ogni oggetto di proprietà diverse, dislocati nella Ns. abitazione / attività ecc…
  • Abbiamo bisogno un hardware che si fonda su un protocollo internet libero, standard e universale dotato di un unico software capace di interagire con qualsiasi oggetto dislocato nelle nostre abitazioni.
  • Abbiamo bisogno che sia dotato di un IP difficilissimo se non impossibile da identificare dove risiederanno soltanto i Ns. dati, per noi importantissimi, ma inappetibile per il mercato perché dai contenuti striminziti e inutile per qualsiasi hacker.

Se desiderate saperne di più vi invito a leggere questo articolo!

 

X te Privato, scopri come risparmiare! Clicca qui.
X te Pro, scopri come risparmiare! Clicca qui.
X te Azienda, scopri come risparmiare! Clicca qui.
X te P. A., scopri come risparmiare! Clicca qui.